calcio d'angolo

   Dal centrocampo non riesco a vederla; so che Camilla c'è, su quella tribunetta, lei che a veder di sfuggita una TV con la partita pronuncia disprezzo. Invece, ha comprato il biglietto (ché il presidente, "troppe spese, se vogliamo salvarci" non ne regala) e siede sulla poltroncina in plastica verde.

  E di ciò dovrei esser felice, e lo sono, anche se all'ala giuoca Grimara, e Camilla, beh.... lo infila nei discorsi, una parola, un riferimento. E la gelosia corre, e alimenta la mia insicurezza.

  Bella azione sulla destra, rasoterra, velo di un compagno, il poco pubblico urla, i drappi giallorossi dei tifosi ospiti cingono un ridicolo pezzo di gradinata. Vado a battere una rimessa laterale, e i miei sostenitori mi insultano rinfacciandomi un goal sbagliato. Ora vedo Camilla, ma lei fissa altrove, cerca lui.

  La partita stagna a centrocampo, il vento spinge qualche cartaccia; un cross è deviato in angolo. Mentre corro alla bandierina sento un chiaro e gioioso &segna!& squillato da una voce di ragazza. Inciampo, fingo lo stiramento e chiedo la sostituzione. Sotto la tribunetta, verso la panchina, saluto con la mano verso di lei, ma l'urlo del goal fa alzare il pubblico. La gente si siede, e vedo Camilla sorridente per la segnatura di Grimara; d'altronde, il calcio per me è un diversivo, preferisco lo studio.

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