La robinia inquadra la viuzza che appare allo sguardo scendendo dall'autobus. Una striscia d'asfalto maltenuto, con buchi ghiaiosi, rabbocchi di catrame a fingere l'efficienza dell'amministrazione comunale...
Oltre la robinia, l'orto col suo recinto di lamiere colorate dalla ruggine e, tra l'erba, acqua che scorre dalla collinetta. Ilaria mi ha detto di scendere qui, ché lei preferisce sfuggire allo sguardo pettegolo del vicinato; questo punto, sulle alture del quartiere, dovrebbe garantire riservatezza. Il mazzo di fiori mi sembra un modo per ingentilire la carnalità dell'incontro amoroso, anche se un po' me ne vergogno. Con le ragazze, mi trovo solitamente preso tra impeto erotico e fame di affetto, e Ilaria, almeno credo, può dare armonia a questi miei desiderî.
Fisso il cellulare alla ricerca di un messaggio che mi rallegri con la comunicazione del suo arrivo, e mentre scorro le varie apps di messaggistica, sento una vettura che si avvicina veloce, la guardo passare, sul sedile del passeggero Ilaria ride con gli occhi dedicati al guidatore, cioè il ragazzo che lei, a parole, considerava rozzo e sporco.
Butto i fiori nel prato vicino, e consulto un'altra app, quella che mi permette di acquistare via web il biglietto dell'autobus.
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